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Il Santuario della Beata Vergine della Misericordia di Castelleone 

Il Santuario della Beata Vergine della Misericordia di Castelleone

Iniziato nel 1513 per aderire al desiderio della Madonna apparsa a una povera donna che abitava nella Vigna e che le aveva chiesto di pregare per i castelleonesi e di costruire una chiesa chiamata appunto Santa Maria della Misericordia, il santuario fu officiato nel 1516, ma completato solo nel 1525 con tiburio, campanile e piccola sacrestia. Il monumento fu costruito su disegno di Agostino de Fonduti (cremasco, collaboratore del Bramante a Milano) e venne ultimato con i contributi e le offerte della Comunità, oltre che per un voto espresso dai castelleonesi durante un furioso assedio.

   

Nel Santuario fu ospitata una statua della Madonna, scolpita dal cremonese Giovanni Paolo Maltempo nel 1560, rovinata poi nel panneggio a causa di un rivestimento allora in voga.

 

 

 

   

E questo è da imputare ai Frati Agostiniani che dal 1617 furono custodi del Santuario, nell'annesso Convento costrito dal 1619 con relativo chiostro, oggi ancora visibile nel restante residuo di due dei quattro fronti originali.

Il convento poi passò all'Erario in seguito alla soppressione degli ordini religiosi voluta dall'imperatore d'Austria Giuseppe II nel 1780.

Diverse sono le vicende legate alla costruzione del Santuario: prima - verso la metà del Cinquecento - gli affreschi di Cristo e degli Apostoli del tamburo, dopo - verso la fine del Cinquecento - le varie storie della vita di Cristo, opera del castelleonese G.Battista Dordoni, il quale aveva affrescato le due cappelle e il prebiterio. Ora vi sono solo due frammenti come ancone laterali degli altari, coperti dal Settecento fino al 1965 da tele ad olio e da una Crocefissione di G.Paolo Pesenti.
La chiesa, a croce latina, era stata concepita a due campate, e il transetto costituito da due cappelle laterali, simile in parte alle chiese a pianta centrale, con alto tiburio sotto il quale avrebbe dovuto essere collocata la statua della Vergine sopra l'altare.
Nel 1910 il Santuario fu allungato di una campata, che oggi si può riconoscere visibilmente dalla diversità della costruzione.
Dopo vari interventi eseguiti negli anni 1936-1937, con ritocchi all'altare, al catino absidale e al paramento marmoreo delle pareti, nel 1989, allungando il pavimento verso la navata, si ebbe l'occasione di alloggiare una nuova mensa, il nuovo ambone e la croce in bronzo di M. Zurla.
L'attuale restituzione al disegno originale, architettonico e decorativo, risale all'epoca 1964-1965, quando per merito dell'architetto Amos Edallo fu smantellato il sovrastante edificio neoclassico che nel 1838 aveva chiuso le nicchie del tamburo, danneggiando i costoloni della cupola, e ricoperto d'intonaco le terrecotte e i dipinti, sovrapponendo stucchevoli medaglioni ottocenteschi e false terrecotte.

Nel Santuario è custodito anche un organo storico, del 1836, opera del Serassi. 


 

Foto riprese da: G. Pandini, Castelleone: il Santuario della B.V. della Misericordia, Marsilli & Co 2000

 

 

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